Cita:
a chi pensa che dietro le lotte degli studenti e dei ricercatori universitari ci siano chissà quali poteri forti, a chi pensa che, in fondo, la riforma universitaria, che porta il medesimo nome di quella delle scuole superiori, sia giusta perché l'università fa schifo, che colpisce i baroni e via dicendo ...
potrei rispondere che sarebbe alquanto curioso che il medesimo governo, lo stesso ministro cambiassero completamente logica nel "riformare" il medesimo settore, quello della cultura e della formazione, passando da una logica di privatizzazione, di tagli, di svalutazione del personale che vi lavora ad una che le valorizzi. Curioso davvero. Ma se non bastasse tale "logica" - che vale un po' per tutti i settori in cui il governo interviene, e per rimanere in tale ambito, pensate alle "riforme" del ministro della cultura Bondi, il pianista di montecitorio - allora veniamo ai fatti più o meno contestati, più o meno esaltati.
L'università così come è fa schifo e va cambiata. Giusto! Ma non è forse la stessa cosa per la scuola? Siamo così sicuri che questa vada bene così come è? No, e infatti nei nostri volantini, nei nostri documenti auspichiamo una riforma, che è l'esatto opposto di quanto proposto dal ministro. Così fanno i precari dell'università: riforma magari anche rivoluzione ma non demolizione dal basso, con il sacrificio dei soliti noti e con il fine di favorire gli enti privati. Ma loro difendono i baroni e noi lottiamo contro i poteri forti, perché?
La cosiddetta riforma universitaria - è bene ricordarlo - viene appoggiata proprio dai Baroni, come ha di recente ribadito il presidente della loro associazione, il preside Decleva. Certo, poi ci sono baroni che magari non sono d'accordo, come accade anche a scuola, con i presidi e c'è sicuramente chi ha mangiato con questo sistema, in università come a scuola. E infatti noi non difendiamo questo sistema, ma nel contempo lottiamo contro quello paventato da questo governo. Ma la riforma universitaria è contro i baroni, mentre quella delle scuole medie superiori è solamente contro i precari. Ma perché dovrebbe essere così?
La cosiddetta riforma universitaria qualche cosa di buono pure la propone, ma siamo così sicuri che qualcosina di buono non ci sia anche in quella delle scuole medie superiori? I precari dell'università difendono i loro privilegi, come, per esempio, quello di realizzare un piano di ricerche lungo e faticoso ... cavolo che interessi privilegiati. Non l'hanno scelto loro, come non l'abbiamo scelto noi il nostro percorso, fatto di graduatorie, mercato di master e specializzazioni online, punti di montagna e di pianura, pettini e code e via dicendo: ne siamo le vittime. Ora, se la riforma cancella tutto è un bene? Bene, allora lo è anche per noi e smettiamola di fare gli ipocriti.
La cosiddetta riforma universitaria va letta e non negli articoli dei prestigiosi giornali - i cui padroni sono i poteri forti!!!! - che ne tessono le lodi, altrimenti non ci si lamenti che la stessa cosa facciano con la nostra riforma. E allora chiariamo subito alcuni punti:
Questo è l'attuale sistema universitario.
ci sono
1) gli ordinari, son quelli che hanno più potere, la maggior parte sono chiamati “baroni”,
2) gli associati,
3) i ricercatori strutturati,
4)i ricercatori precari (assegnisti, borsisti, ecc. ecc). Non hanno un contratto di lavoro, la loro condizione è disciplinata dalla legge.
I tecnici, gli amministrativi e i bibliotecari, che hanno un contratto di lavoro dipendente (alcuni a tempo determinato).
Ora, la “riforma Gelmini” cambia letteralmente il governo dell’università (finora retta da 2 assemblee elettive, senato e CDA, dove son presenti, anche se in proporzioni diverse, tutte le componenti, studenti inclusi). Come?
Rettore
Diventa in pratica n monarca assoluto che nomina la sua corte: infatti è lui che sceglie il Direttore Generale e i componenti del CdA, che quindi non sarà più elettivo. Perciò i rettori potranno liberamente mettere i “propri uomini” in CdA, cioè nel principale organo di potere, e deliberare così ciò che vogliono. Qualcuno di noi ricorda qualcosa di simile a proposito dei Dirigenti Scolastici? No? E allora perché si postano continuamente notizie circa i loro "abusi"? Eppure la riforma è la medesima e sono in linea con quanto previsto dalla riforma gelmini, quella ingiusta, quella che colpisce noi!
Senato Accedemico
Il Senato Accademico viene svuotato di potere. Continua ad essere elettivo, ma rimane un organismo non democratico composto principalmente da docenti. Analogie con la nostra situazione non se ne vedono?
Il CdA
Il CdA diventa l’organo di potere principale. Avrà 11 componenti di cui nessuno tecnico-amministrativo: il rettore, uno studente eletto, massimo 5 docenti e minimo 4 “esterni” tutti scelti dal rettore. Gli esterni saranno banchieri, industriali o uomini indicati dai partiti politici. Perciò i privati governeranno l’università, e senza neanche dover mettere 1 euro, con tutto quel che ne consegue in termini di libertà di ricerca e di insegnamento! Ma non diciamo anche noi le stesse cose?
E’ evidente che, se anche non ci sarà la privatizzazione con la trasformazione in fondazione (cosa peraltro contemplata dalla legge), le logiche del lavoro privato entreranno in università. Fondazioni! Qualcuno ricorda qualcosa a proposito delle scuole pubbliche?
Il Direttore Generale
Il Direttore Amministrativo viene sostituito dal Direttore Generale, ovvero un manager scelto dal rettore che potrà provenire anche dal settore privato. Ma guarda un po' come tocca i poteri forti questa riforma!
L’università in rosso: privatizzazione, fusione o dissesto finanziario
Non è ben chiaro che cosa succederà con gli 800 milioni concessi da Tremonti, che riducono i tagli già operanti e non danno certo nuove risorse. Tagli su tagli e soldi alle università private. Naturalmente nulla di paragonabile a quanto succede da noi???
Molte università, però, andranno in rosso a causa dei tagli al finanziamento statale(FFO). Per le università pubbliche si aprono tre possibili strade: la trasformazione in fondazioni di diritto privato; la fusione tra più università; la proclamazione del dissesto finanziario con il conseguente commissariamento da parte del Ministero. min..ia che mazzata per i poteri forti!
L’autonomia delle università è morta e sepolta
Entro un anno il Governo approverà decreti legislativi per: stabilire la percentuale di personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo di ogni università; stabilire un tetto per la contrattazione integrativa; stabilire un tetto per la spesa del personale a tempo indeterminato e determinato. L’autonomia delle università è morta e sepolta.
Il diritto allo studio sostituito dai prestiti: studenti indebitati!
Dopo aver tagliato di un terzo il fondo per il diritto allo studio che garantisce le borse agli studenti meritevoli, viene istituito un fondo per il merito che servirà per le borse di studio per i “meritevoli” (a prescindere dal reddito) e per istituire dei prestiti (“buoni studio”) da restituire in parte dopo il conseguimento della laurea secondo tempi proporzionati al reddito di lavoro percepito dal laureato. "Meritevoli". Qualcuno ricorda questa parola???
Ma veniamo ai nostri colleghi universitari, quelli che difendono assurdi privilegi e si schierano con i baroni!
I ricercatori, in futuro, non saranno più a tempo indeterminato. Viene istituita, accanto alle forme di precariato già esistenti, la figura del ricercatore a tempo determinato con contratto triennale rinnovabile di altri tre anni. L’età media dell’entrata “in ruolo” dei ricercatori, già alta (36 anni), si alzerà ancora di più e non vengono garantite le risorse per assumere chi otterrà, nel periodo a tempo determinato, l’abilitazione nazionale come docente. Dopo 6 anni un ricercatore, anche se avrà ottenuto l’abilitazione nazionale, se non ci saranno soldi per assumerlo, sarà espulso.
Reclutamento della docenza: rafforzato il potere dei baroni, rettore e CdA
Viene rafforzato il potere dei professori ordinari (i baroni) nelle commissioni per il reclutamento della docenza. Inoltre il CdA, su proposta del Rettore, potrà evitare di fare i concorsi pubblici tramite la “chiamata diretta” dei docenti amici. Chiamata diretta!!!! Niente a che vedere con la nostra situazione????
Che titoli offre oggi l’università?
Oggi l’università è indubbiamente più facile che in passato, ma offre titoli largamente svalutati. C’è una prima laurea triennale. Poi ci si può iscrivere a un biennio di specializzazione. Ormai, però, questi titoli son considerati insufficienti, e quindi inizia il costosissimo calvario dei master, o dei corsi di specializzazione (spesso privati). Ma guarda un po' ....
Molti docenti dedicano poco tempo alla didattica e alla ricerca di base e molto a curare i propria affari. Molti esercitano anche la libera professione (avvocati, medici, consulenti). I docenti sono gli unici lavoratori che possono fare legalmente doppi lavori mentre sono in servizio e , pertanto, versando una minima percentuale agli atenei, fanno ricerche e consulenze, in università, a favore di aziende private e di enti pubblici. Lezioni, esami, tesi, di solito sono demandati a ricercatori precari e dottorandi. Mi sembra di avere già sentito questa storia.
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