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 Oggetto del messaggio: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 5:41 pm 
Schiavo
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Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è un "castello di carte" destinato al fallimento. A emettere la dura sentenza sul sistema economico adottato, seppur con modalità diverse, da Pechino e Mosca è la rivista Forbes attraverso un suo prestigioso opinionista, Paul Roderick Gregory. Per sostenere la sua tesi, il columnist americano parte dalla definizione di capitalismo di stato come lo intendeva Lenin: un sistema di "alture dominanti" composto da grandi imprese e gruppi controllati dallo Stato in funzione degli interessi della classe operaia. Secondo Gregory, già quel modello, utilizzato nel 1920 in Unione Sovietica, è stato soppiantato dall'economia di comando di Stalin. Esperimenti falliti sono stati anche il dirigismo mangialumache nel dopoguerra e la politica industriale del Giappone. Eppure, nota il commentatore di Forbes, l'approccio del capitalismo di Stato è ancora utilizzato in Cina e in Russia, come detto, in Brasile e in molti altri Paesi del mondo.

Il caso della Russia
Per quanto riguarda la Russia, Gregory afferma che la gestione Putin ha creato un sistema capitalistico in cui la corruzione è alle stelle, i favoritismi sono all'ordine del giorno e c'è estrema incertezza sui diritti di proprietà. A detta dell'opinionista, gli imprenditori russi stanno cercando in tutti i modi di abbandonare il Paese e portare con sé più denaro possibile. Molti di loro si sarebbero già trasferiti con le proprie famiglie negli Stati Uniti, in Germania o in altri Paesi più liberali dal punto di vista economico. Solo Berlino ospiterebbe circa duecentomila russi che attendono tempi migliori nella loro madrepatria. "Il capitalismo di Stato in Russia non riesce a trattenere in patria gli imprenditori russi. Il loro grande talento e le loro risorse stanno fuggendo altrove", osserva Gregory su Forbes.

La situazione in Cina
Anche in Cina, secondo Gregory, la situazione non è migliore rispetto a quella russa. Il capitalismo di Stato adottato dalle autorità di Pechino viene presentato come un modello in grado di rimpiazzare il capitalismo americano "fallito" e capace di portare alla crescita continua del Paese e di dare infinite opportunità per la business class cinese. Nonostante ciò, spiega il columnist, un recente sondaggio dimostra che più di metà dei miliardari cinesi sta prendendo in considerazione l'ipotesi di lasciare il Paese. Stando alle loro affermazioni, la motivazione di una fuga dalla Cina risiede nella voglia di trovare all'estero delle condizioni di vita migliori. In realtà, sostiene Gregory, ciò che li spinge a partire sono i rischi legati al fare affari in Cina.

Perché vanno via?
Infatti, si chiede l'analista di Forbes, "se il capitalismo di Stato è così grandioso, perché i migliori imprenditori di Russia e Cina vogliono andare via?". Secondo Gregory, i motivi sono due. Il primo è la condizione di profonda incertezza per l'imprenditoria. Il modo più rapido per accedere alla ricchezza in questi Paesi è puntare sugli agganci con lo Stato e con i partiti politici. E' lo Stato a rilasciare le licenze e a tenere lontani potenziali competitor. "Ma ciò che lo Stato dà, lo Stato può togliere", sentenzia Gregory. Il benefattore pubblico di turno può perdere la sua posizione oppure spostare la "sponsorizzazione" su altre imprese rivali. Così, la licenza da cui dipende un'azienda, un business, può essere tolta e trasferita a "qualcuno che offre tangenti più elevate". Il successo di un imprenditore dipenderebbe quindi sempre dai "capricci" delle autorità statali e dei loro parenti. "Si può perdere tutto nel giro di una notte. La cosa migliore è andare via finché si è in tempo", sostiene Gregory.

La seconda causa della fuga degli imprenditori cinesi e russi dai loro Paesi d'origine è il fatto che se anche un business man offre un prodotto o un servizio di qualità, questo non lo tiene al riparo da possibili ritorsioni da parte dello Stato. Gli uomini più influenti in ambito pubblico possono trovare da un momento all'altro qualcosa che, secondo loro, non è in regola nell'azienda (un problema con le licenze, una violazione degli standard ambientali, una irregolarità con il fisco) e imporre ai proprietari di vendere l'azienda a determinate persone e a determinati prezzi.

"Un approccio destinato a fallire"
"Quando le elite degli affari in Cina e in Russia se ne vanno, le loro aziende passano in mano a persone le cui uniche competenze sono il pagare tangenti, l'utilizzare agganci e il ricorrere alla corruzione", dice Gregory. Gli unici aspetti che non fanno sembrare fallimentare il bilancio del capitalismo di Stato in questi due Paesi sono gli alti prezzi dell'energia in Russia e il ritmo della crescita economica in Cina (che comunque, osserva l'opinionista, è dovuta soprattutto ai bassi costi del lavoro). In realtà, conclude Gregory, le conseguenze di questo approccio sbagliato verranno alla luce e "saremo tutti sopresi nell'apprendere che il capitalismo di Stato cinese e russo erano castelli di carte".

http://it.finance.yahoo.com/notizie/Il- ... 9.html?x=0
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 5:47 pm 
Schiavo
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ok, ma e' un poco da captain obvious :look:
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"Ed e' per questo che propongo l'istituzione del premio Nobel per il Wrestling"
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 5:48 pm 
Schiavo
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Caldco @ ha scritto:
ok, ma e' un poco da captain obvious :look:

Vabè ma è giusto per informare su come stanno le cose da quelle parti.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 5:49 pm 
Schiavo
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frankytop @ ha scritto:
Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è un "castello di carte" destinato al fallimento. A emettere la dura sentenza sul sistema economico adottato, seppur con modalità diverse, da Pechino e Mosca è la rivista Forbes attraverso un suo prestigioso opinionista, Paul Roderick Gregory. Per sostenere la sua tesi, il columnist americano parte dalla definizione di capitalismo di stato come lo intendeva Lenin: un sistema di "alture dominanti" composto da grandi imprese e gruppi controllati dallo Stato in funzione degli interessi della classe operaia. Secondo Gregory, già quel modello, utilizzato nel 1920 in Unione Sovietica, è stato soppiantato dall'economia di comando di Stalin. Esperimenti falliti sono stati anche il dirigismo mangialumache nel dopoguerra e la politica industriale del Giappone. Eppure, nota il commentatore di Forbes, l'approccio del capitalismo di Stato è ancora utilizzato in Cina e in Russia, come detto, in Brasile e in molti altri Paesi del mondo.

Il caso della Russia
Per quanto riguarda la Russia, Gregory afferma che la gestione Putin ha creato un sistema capitalistico in cui la corruzione è alle stelle, i favoritismi sono all'ordine del giorno e c'è estrema incertezza sui diritti di proprietà. A detta dell'opinionista, gli imprenditori russi stanno cercando in tutti i modi di abbandonare il Paese e portare con sé più denaro possibile. Molti di loro si sarebbero già trasferiti con le proprie famiglie negli Stati Uniti, in Germania o in altri Paesi più liberali dal punto di vista economico. Solo Berlino ospiterebbe circa duecentomila russi che attendono tempi migliori nella loro madrepatria. "Il capitalismo di Stato in Russia non riesce a trattenere in patria gli imprenditori russi. Il loro grande talento e le loro risorse stanno fuggendo altrove", osserva Gregory su Forbes.

La situazione in Cina
Anche in Cina, secondo Gregory, la situazione non è migliore rispetto a quella russa. Il capitalismo di Stato adottato dalle autorità di Pechino viene presentato come un modello in grado di rimpiazzare il capitalismo americano "fallito" e capace di portare alla crescita continua del Paese e di dare infinite opportunità per la business class cinese. Nonostante ciò, spiega il columnist, un recente sondaggio dimostra che più di metà dei miliardari cinesi sta prendendo in considerazione l'ipotesi di lasciare il Paese. Stando alle loro affermazioni, la motivazione di una fuga dalla Cina risiede nella voglia di trovare all'estero delle condizioni di vita migliori. In realtà, sostiene Gregory, ciò che li spinge a partire sono i rischi legati al fare affari in Cina.

Perché vanno via?
Infatti, si chiede l'analista di Forbes, "se il capitalismo di Stato è così grandioso, perché i migliori imprenditori di Russia e Cina vogliono andare via?". Secondo Gregory, i motivi sono due. Il primo è la condizione di profonda incertezza per l'imprenditoria. Il modo più rapido per accedere alla ricchezza in questi Paesi è puntare sugli agganci con lo Stato e con i partiti politici. E' lo Stato a rilasciare le licenze e a tenere lontani potenziali competitor. "Ma ciò che lo Stato dà, lo Stato può togliere", sentenzia Gregory. Il benefattore pubblico di turno può perdere la sua posizione oppure spostare la "sponsorizzazione" su altre imprese rivali. Così, la licenza da cui dipende un'azienda, un business, può essere tolta e trasferita a "qualcuno che offre tangenti più elevate". Il successo di un imprenditore dipenderebbe quindi sempre dai "capricci" delle autorità statali e dei loro parenti. "Si può perdere tutto nel giro di una notte. La cosa migliore è andare via finché si è in tempo", sostiene Gregory.

La seconda causa della fuga degli imprenditori cinesi e russi dai loro Paesi d'origine è il fatto che se anche un business man offre un prodotto o un servizio di qualità, questo non lo tiene al riparo da possibili ritorsioni da parte dello Stato. Gli uomini più influenti in ambito pubblico possono trovare da un momento all'altro qualcosa che, secondo loro, non è in regola nell'azienda (un problema con le licenze, una violazione degli standard ambientali, una irregolarità con il fisco) e imporre ai proprietari di vendere l'azienda a determinate persone e a determinati prezzi.

"Un approccio destinato a fallire"
"Quando le elite degli affari in Cina e in Russia se ne vanno, le loro aziende passano in mano a persone le cui uniche competenze sono il pagare tangenti, l'utilizzare agganci e il ricorrere alla corruzione", dice Gregory. Gli unici aspetti che non fanno sembrare fallimentare il bilancio del capitalismo di Stato in questi due Paesi sono gli alti prezzi dell'energia in Russia e il ritmo della crescita economica in Cina (che comunque, osserva l'opinionista, è dovuta soprattutto ai bassi costi del lavoro). In realtà, conclude Gregory, le conseguenze di questo approccio sbagliato verranno alla luce e "saremo tutti sopresi nell'apprendere che il capitalismo di Stato cinese e russo erano castelli di carte".

http://it.finance.yahoo.com/notizie/Il- ... 9.html?x=0


Possibile certo, solo che per ora chiudono le aziende italiane e io mi baso sulla realtà non sulle previsioni.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 6:11 pm 
Schiavo
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E' il capitalismo in sè ad essere destinato al fallimento.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 6:35 pm 
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Il capitalismo esiste da quando esiste l'uomo. Nel vangelo sono citate banche e cambiavalute.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 6:43 pm 
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disprezzo @ ha scritto:
Il capitalismo esiste da quando esiste l'uomo. Nel vangelo sono citate banche e cambiavalute.


e i mercanti non vengono crocifissi a 33 anni, tornano al tempio :trollface:
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 6:43 pm 
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disprezzo @ ha scritto:
Il capitalismo esiste da quando esiste l'uomo. Nel vangelo sono citate banche e cambiavalute.

Nel vangelo sono citate molte cose, non per questo le ritengo verità universali.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 6:56 pm 
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Darkangelz @ ha scritto:
disprezzo @ ha scritto:
Il capitalismo esiste da quando esiste l'uomo. Nel vangelo sono citate banche e cambiavalute.

Nel vangelo sono citate molte cose, non per questo le ritengo verità universali.


Non sono religious, ho solo citato un libro antico dove gia si parla di cose attuali
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 7:00 pm 
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In B4 il termine "banca" viene da "banco" ed è nato dall'evoluzione dell'attività di prestavalore e cambiamonete poco prima del medioevo.

(fixed)
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Ultima modifica di ConteZero, mar nov 15, 2011 7:02 pm, modificato 1 volta.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 7:02 pm 
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disprezzo @ ha scritto:
Il capitalismo esiste da quando esiste l'uomo. Nel vangelo sono citate banche e cambiavalute.

Appunto. Guardaci ora.
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MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 7:06 pm 
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ConteZero @ ha scritto:
In B4 il termine "banca" viene da "banco" ed è nato con l'attività di prestavalore e cambiamonete

nel medioevo (a Firenze mi pare).



La banca come istituzione si ma l'accumulo Di capitale e' precedente. Nella traduzione delle edizioni Pauline il termine banca e' comunque presente per riferirsi a chi prestava e si faceva prestare denaro.
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MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 7:29 pm 
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disprezzo @ ha scritto:
Darkangelz @ ha scritto:

Nel vangelo sono citate molte cose, non per questo le ritengo verità universali.


Non sono religious, ho solo citato un libro antico dove gia si parla di cose attuali

in B4: sionismo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 7:36 pm 
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e perche mai in italia funziona :trollface:
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Avete cartongessato i maron glace' con Lost. Non è altro che il risultato di un superproteugenetor in versione Serial. Immaginate la scena di Pele in fuga per la vittoria. il suo punto di partenza sono le prime stagioni di lost, il goal è la stagione finale. tutti i giocatori avversari driblati sono le stagioni mandate a puttane.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 8:07 pm 
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Vedi che siamo nel 2011. Sei uno degli astronauti che ha partecipato all'esperimento per lo sbarco su Marte?
In ogni caso sara` pure destinato a fallire, ma per i prossimi 30 anni la Cina ci fara` il culo a tutti.
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[...]It appeared that there had even been demonstrations to thank Big Brother for raising the chocolate ration to twenty grammes a week. And only yesterday, he reflected, it had been announced that the ration was to be reduced to twenty grammes a week. Was it possible that they could swallow that, after only twenty-four hours? Yes, they swallowed it. Parsons swallowed it easily, with the stupidity of an animal.[...]
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: mar nov 15, 2011 10:24 pm 
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frankytop @ ha scritto:
Caldco @ ha scritto:
ok, ma e' un poco da captain obvious :look:

Vabè ma è giusto per informare su come stanno le cose da quelle parti.

Un po' come stavano dalle nostre parti qualche decennio fa ... abbiamo visto come va a finire :alone:
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??l?
??? ? ?? ?
?l? ~?? .?
???l_, )? Una volta ero schizofrenico , adesso siamo guariti
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MessaggioInviato: mer nov 16, 2011 11:16 am 
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disprezzo @ ha scritto:
La banca come istituzione si ma l'accumulo Di capitale e' precedente. Nella traduzione delle edizioni Pauline il termine banca e' comunque presente per riferirsi a chi prestava e si faceva prestare denaro.

L’accumulo di denaro (tesaurizzazione) è una cosa diversa dal capitale.
Il denaro diventa capitale quando è denaro utilizzato per investimenti finalizzati ad ottenere un capitale piú grande, che a sua volta è utilizzato per ottenere un capitale ancora piú grande, e cosí via.
Questo non esisteva nell’antichità. I primi prodromi del capitalismo sono proprio le banche fiorentine sorte verso la fine del Medioevo e l’emergere della classe borghese.


Comunque né in Cina né in Russia c’è capitalismo di Stato, semmai c’è capitalismo con forte intervento statale, ma esistono tantissime imprese private.

E sinceramente a me sembriamo piú in crisi noi che loro.
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Se abbandono una discussione senza rispondervi avvertitemi! - Trattative concluse: 1, 2, 3, 3, 4 :mano: >|< «Senza libertà illimitata di stampa e di riunione, senza libera lotta di opinioni, la vita muore in ogni istituzione pubblica. La libertà riservata ai partigiani del governo non è libertà. La libertà è sempre e soltanto di chi la pensa diversamente». Rosa Luxemburg
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Chairon @ ha scritto:
disprezzo @ ha scritto:
La banca come istituzione si ma l'accumulo Di capitale e' precedente. Nella traduzione delle edizioni Pauline il termine banca e' comunque presente per riferirsi a chi prestava e si faceva prestare denaro.

L’accumulo di denaro (tesaurizzazione) è una cosa diversa dal capitale.
Il denaro diventa capitale quando è denaro utilizzato per investimenti finalizzati ad ottenere un capitale piú grande, che a sua volta è utilizzato per ottenere un capitale ancora piú grande, e cosí via.
Questo non esisteva nell’antichità. I primi prodromi del capitalismo sono proprio le banche fiorentine sorte verso la fine del Medioevo e l’emergere della classe borghese.


Comunque né in Cina né in Russia c’è capitalismo di Stato, semmai c’è capitalismo con forte intervento statale, ma esistono tantissime imprese private.

E sinceramente a me sembriamo piú in crisi noi che loro.

Russia e Cina sono dov'eravamo noi negli anni '70.
"Commendatori", "fabbrichette" e "onorevoli" inclusi.
E pare che siano ben felici di seguire la nostra stessa strada.
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Chairon @ ha scritto:
disprezzo @ ha scritto:
La banca come istituzione si ma l'accumulo Di capitale e' precedente. Nella traduzione delle edizioni Pauline il termine banca e' comunque presente per riferirsi a chi prestava e si faceva prestare denaro.

L’accumulo di denaro (tesaurizzazione) è una cosa diversa dal capitale.
Il denaro diventa capitale quando è denaro utilizzato per investimenti finalizzati ad ottenere un capitale piú grande, che a sua volta è utilizzato per ottenere un capitale ancora piú grande, e cosí via.
Questo non esisteva nell’antichità. I primi prodromi del capitalismo sono proprio le banche fiorentine sorte verso la fine del Medioevo e l’emergere della classe borghese.


Comunque né in Cina né in Russia c’è capitalismo di Stato, semmai c’è capitalismo con forte intervento statale, ma esistono tantissime imprese private.

E sinceramente a me sembriamo piú in crisi noi che loro.

quando la cina fallirà noi saremo belli che sepolti

io invece penso che la cina in particolare si mangerà buona parte di mercato che conta in futuro
da li alla guerra il passo è breve
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
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Chairon @ ha scritto:
disprezzo @ ha scritto:
La banca come istituzione si ma l'accumulo Di capitale e' precedente. Nella traduzione delle edizioni Pauline il termine banca e' comunque presente per riferirsi a chi prestava e si faceva prestare denaro.

L’accumulo di denaro (tesaurizzazione) è una cosa diversa dal capitale.
Il denaro diventa capitale quando è denaro utilizzato per investimenti finalizzati ad ottenere un capitale piú grande, che a sua volta è utilizzato per ottenere un capitale ancora piú grande, e cosí via.
Questo non esisteva nell’antichità. I primi prodromi del capitalismo sono proprio le banche fiorentine sorte verso la fine del Medioevo e l’emergere della classe borghese.


Comunque né in Cina né in Russia c’è capitalismo di Stato, semmai c’è capitalismo con forte intervento statale, ma esistono tantissime imprese private.

E sinceramente a me sembriamo piú in crisi noi che loro.


beh, come steepness della curva di crescita ovviamente si', ma conta che in cina partivano da una economia pre industriale e il reddito pro capita mi pare stia sui 4k$...ovviamente loro beneficiano dell'LT e della praxis industriale sviluppatasi nel mondo occidentale (e' un boost mostruoso)...se continuano a crescere cosi' i cazzi arriveranno pure per loro... :wink:
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Caldco @ ha scritto:
beh, come steepness della curva di crescita ovviamente si', ma conta che in cina partivano da una economia pre industriale e il reddito pro capita mi pare stia sui 4k$...ovviamente loro beneficiano dell'LT e della praxis industriale sviluppatasi nel mondo occidentale (e' un boost mostruoso)...se continuano a crescere cosi' i cazzi arriveranno pure per loro... :wink:

Io penso che il tasso di crescita con sia progressivamente destinato a diminuire, almeno la tendenza mi sembra questa.

Ma in ogni caso anche se in Cina arrivassero a un reddito pro capite la metà del nostro, sarebbe tantissimo a livello assoluto, visto che sono 1.370.000.000!
E questo è un problema sia d’inquinamento, sia per le risorse materiali.
Il rame non è infinito, le terre rare non sono infinite (sono rare, appunto), il petrolio non è infinito, e neppure l’atmosfera è infinita.
D’altro canto dal loro punto di vista è ben ragionevole dire che è meglio l’inquinamento della fame, e che semmai i sacrifici per l’ambiente li devono fare tutti.
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Ultima modifica di Chairon, mer nov 16, 2011 12:19 pm, modificato 1 volta.
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Ricordo che il cattolicesimo vieta(va) qualsiasi tasso d'interesse, ed infatti non a caso gli ebrei divennero banchieri bene o male ovunque (perché erano gli unici che avessero "giro" di denaro mentre ai cattolici era permesso solo di prestare chiedendo indietro solo l'esatta cifra data e perché, vietandogli di possedere beni immobili qualsiasi loro ricchezza finiva per essere in valuta).

Quindi tutto questo "capitalismo" nei testi sacri dei cattolici non lo vedo proprio...
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Quello che dite non è proprio esatto, è vero che il cattolicesimo vietava e condannava qualsiasi Prestito di denaro....

Ma le origini di questa pratica sono ben antecedenti ai banchieri fiorentini, i primi prestiti e accumulo di denaro vengono effettuati Nell'antica grecia con l'introduzione della moneta.
Infatti Prestavano somme di denaro ai vari coloni delle polis e in cambio ottenevano un interesse.
Ovviamente la metà della gente non poteva pagare e continuava a indebitarsi sempre di piu, cosi arrivavano a vendersi come schiavi per ripagare il debito. Direi abbastanza vicino alla realtà :whistler:
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Una donna più di 2000 anni fa è riuscita a far credere al marito di essere rimasta incinta per opera dello spirito santo....dopo un incontro con l'arcangelo gabriele...
che casualmente e' bello biondo con gli occhi azzurri e "...con la sua grande spada di fuoco"
E ancora oggi piu di 2 Miliardi di persone Ci credono.......
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 Oggetto del messaggio: Re: Il capitalismo di Stato in Cina e in Russia è destinato al fallimento
MessaggioInviato: sab nov 19, 2011 2:04 pm 
Schiavo
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Iscritto il: sab lug 17, 2010 8:45 am
Messaggi: 2260
Località: Padova
minkia chi mai l'avrebbe detto??



il pianeta è gestito con la logica degli squali: gli squali grossi tendono a fare gruppo e relativamtne lasciarsi tranquilli fra loro... relativamete ....
quel che è certo è che a parte loro ogni altro pesce è SEMPRE a rischio di esser mangiato vivo quotidianamente e più piccolo è più manco ci si accorge che milioni di essi crepano...


direi ceh il problema va ben al di là del capitalismo, di quale capitalismo o dell'economia:

è come gli esseri umani vogliono interagire fra di loro...

forse fra qualche millennio saremo FORSE sufficientemente evoluti da farcene una raione e adottre provvedimenti:

per ora l'umano è solo un neanderthal con lo smartphone, le atomiche e i razzi spaziali.
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tarapo, tarapo ntani da caccia col norto annacquato
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