:dissident:
@ ha scritto:
Con la differenza che qui si clippa deliberatamente

Se parli riguardo alla registrazione è vero, immagino che uno studio serio non abbia problemi a far entrare tutta la dinamica di una traccia sul supporto.
Poi devi vedere se i consumatori hanno un impianto che riesca a riprodurre tutto.
Un po' come usare l'Adobe RGB per lavorare un RAW a 14 bit e poi usare un lcd di merda con un gamut infimo perdendo tutte le informazioni di colore.
Certo, non è bello sapere che la traccia clippa.
Se l'autore sapeva quello che faceva durante l'incisione/produzione del pezzo, in fase di mastering non vanno alterate troppo le differenze interne alla traccia, piuttosto vanno enfatizzate alcune parti (compreso magari un ritocchino all'immagine spaziale se non si traccia di registrazione live, non mi sognerei mai di toccare quella di una registrazione di un'orchestra tanto per intenderci, considerando anche il pubblico a cui è destinata che non è solitamente incompetente), non rozzamente spararla al massimo.
Il problema è che lo studio può anche essere serio ma poi muore di fame se non fa cose adeguate al mercato, come è stato giustamente detto, a meno di "evangelizzare" i fruitori a riguardo di queste problematiche.
Il tuo campo a riguardo è addirittura molto più complesso, considerando quanti spazi di colore esistono e come quasi tutti i pannelli dei monitor siano lontanissimi da quello che la retina sarebbe in grado di percepire a livello cromatico.
E poi a valle c'è (c'era) il problema del passaggio su supporto cartaceo con la stampa.